Arte & Muralismo

Camminare per le pittoresche vie di San Sperare significa intraprendere un emozionante viaggio nel mondo dell’arte, una magica immersione in un caleidoscopio di figure e colori.
Centinaia di variopinti murales, infatti, decorano i muri degli edifici facendone un museo a cielo aperto, un “Paese Museo”. La stagione del muralismo ebbe inizio nel 1968, anno di grandi fermenti politici e culturali, quando Pinuccio Sciola rientrò a casa dopo una serie di stimolanti viaggi in Spagna, Francia e Austria. Carico dell’esperienza internazionale, il giovane artista contagiò presto la sua comunità con una vulcanica voglia di cambiamento fondato sui valori dell’arte e della partecipazione attiva della gente alla riscrittura consapevole del proprio futuro. In concomitanza con la festa religiosa del Corpus Domini, Sciola e i suoi amici iniziarono a ricoprire gli umili muri fatti di fango con strati di calce. L’operazione, una vera e propria performance essa stessa, sorprese positivamente i compaesani, incuriositi ed ammaliati dal bianco accecante esaltato dal potente sole d’estate. Nacquero così i primi murales, molti dei quali riprendevano soggetti di carattere antropologico e politico. San Sperate divenne ben presto un laboratorio di creazione e confronto e, complice l’attenzione della stampa nazionale ed estera, negli anni successivi arrivarono numerosi artisti, molti dei quali stranieri, che diedero il loro entusiastico contributo dipingendo nuove opere dai soggetti più disparati. E l’idea, divenuta realtà tangibile e fruibile a tutti, va avanti e si rinnova ogni anno in tutte le molteplici forme che l’arte può assumere: teatro, fotografia, musica, installazioni. Impreziosiscono il tessuto urbano più di 400 murales e oltre un centinaio di installazioni e sculture. I muri raccontano la nostra storia al pari della vostra, e un gioco di rimandi fatto di sguardi, di luce e di colore.
Una manifestazione che ci accompagna nel ripensare lo spazio pubblico come un grande laboratorio all’aperto per noi e per chi verrà. A San Sperare, l’arte in ogni sua forma e uso quotidiano di occhi che guardano e di mani che realizzano. Siamo parola che diventa segno.

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